Piacenza Food Valley - Informazioni

Informazioni

La Storia di Piacenza

Veleja Romana
Il Foro Romano di Veleja
Piacenza antica

Anche se alcuni documenti attestano l'esistenza della città di Piacenza già in epoche preistoriche, la sua fondazione è datata 218 a.C., anno in cui i Romani crearono, sulla riva destra del Po, una delle più antiche colonie romane dell'Italia settentrionale, Placentia, avamposto militare contro le invasioni dei Galli. Grazie alle grandi opere (disboscamento, bonifica del territorio, costruzione della Via Emilia, arteria principale della Pianura Padana) realizzate dai coloni romani che vi si stabiliscono, Piacenza diviene in breve tempo una città sempre più importante, centro del sistema viario romano, tanto che lo stesso Giulio Cesare fissa qui, per un breve periodo, il suo quartier generale.

Piacenza medievale

Devastata durante le invasioni barbariche, la città subisce le dominazioni bizantina e gotica, per divenire dapprima capoluogo di un ducato longobardo e, in conseguenza all'avvento dirompente del Cristianesimo, dominio dei vescovi.
L'anno mille rappresenta anche per Piacenza un momento di sviluppo demografico, sociale ed economico, in cui la città, grazie alla sua posizione strategica, assume un ruolo di primo piano per il traffico di merci e di uomini. Diventata nel 1126 un libero comune, conosce in questi anni il suo massimo splendore, che culmina nell'adesione alla Lega Lombarda e nella sconfitta del Barbarossa, sancita dalla Pace di Costanza del 1183.

Cavallo del Mochi
Cavallo del Mochi in Piazza Cavalli a Piacenza
Piacenza nel periodo delle Signorie

Con la crisi delle istituzioni comunali, Piacenza diventa il terreno di scontro delle più facoltose famiglie della città, che si fronteggiano per assumerne la guida. In questo travagliato periodo si susseguono al potere numerose dinastie, gli Scotti, i Pallavicino, gli Scoto, i Visconti e gli Sforza.

I Farnese a Piacenza

Dopo numerosi anni di scontri e diatribe fra stato e chiesa, la città diviene, insieme a Parma, territorio della chiesa. Con il nuovo nome di Ducato di Parma e Piacenza, viene assegnata ai Farnese, che ne restano regnanti per quasi due secoli.

I Borbone a Piacenza e la sconfitta di Napoleone

All'estinzione della nobile casata dei Farnese, segue un periodo burrascoso ed incerto in cui, in diciotto anni, si susseguono sei governi, periodo che si conclude solamente quando il trono passa nelle mani dei Borbone di Spagna. Dopo cinquant'anni di relativa tranquillità, la città viene conquistata dalle armate di Napoleone.
La dominazione francese dura solo quattordici anni, fino alla sconfitta del Bonaparte ed al Congresso di Vienna del 1814, che sancisce un nuovo assetto politico e territoriale europeo.

Maria Luigia d'Austria

In questa nuova Europa, il ducato di Parma e Piacenza viene assegnato a Maria Luigia d'Austria. Sovrana molto amata dai suoi suddidi, Maria Luigia riesce a valorizzare Piacenza dal punto di vista culturale ed artistico, come nessun'altro aveva fatto. Alla sua morte Piacenza chiede ed ottiene, prima fra tutte le città, l'annessione al Piemonte, guadagnandosi per questo il titolo di "Primogenita".

Il tondo di Botticelli
Tondo del Botticelli
L'affrancamento dall'Austria

Dopo la sconfitta di Custoza, la città cade nuovamente sotto la dominazione austriaca che, caratterizzata da una forte repressione nei confronti dei patrioti, crea profondi malcontenti fra la popolazione e sfocia nella seconda guerra di indipendenza. Questo scontro significherà per Piacenza l'affrancamento dall'Austria e l'annessione al regno sardo, poi regno d'Italia.

La nascita industriale di Piacenza

Negli anni immediatamente successivi, la città rimane esclusa dal processo di sviluppo economico che coinvolge molti centri italiani e solo verso la fine del XIX secolo cominciano a nascere anche qui le prime sporadiche realtà industriali, e si fa presto strada un nuovo soggetto sociale, il ceto operaio; da questo momento, Piacenza diventa parte attiva del processo di sviluppo economico che sta travolgendo l'intero Paese e anche qui inizia a godere di un nuovo benessere, mai conosciuto prima.

Ex Centrale Elettrica Emilia
L'ex Centrale Elettrica Emilia, esempio di architettura industriale del periodo 1920, ora utilizzata in occasione di mostre ed eventi
La Grande Guerra

Se la prima guerra mondiale porta a Piacenza, sede di un importante stabilimento bellico, ricchezza e lavoro, il prezzo che la città deve pagare per questa nuova prosperità è rappresentato dal sacrificio dei numerosi soldati caduti in battaglia.

Il Fascismo a Piacenza

Gli anni successivi, caratterizzati dal regime fascista, non portano alla città significativi cambiamenti nel sistema economico, ma fra la popolazione cresce il malcontento per la difficile situazione sociale cresce. Il governo fascista viene sconfitto il 28 aprile 1945, giorno in cui l'arrivo delle truppe alleate pone fine alle barbarie e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il Dopoguerra

L'eccezionale ripresa economica che Piacenza conosce negli anni Cinquanta, porta la città a godere di uno sviluppo industriale senza precedenti nel campo dell'agricoltura e dei trasporti, di un significativo aumento demografico e del boom urbanistico che ne consegue.